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Schede |
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| Titolo |
Data di uscita |
N. partecipanti |
Ore impiegate |
Monte Campo dei Fiori |
15/10/2006 |
3 |
12 |
| Partecipanti |
| Dati uscita |
Pippo (Giuseppe Pizzo), Puppu (Pietro Alessi), Luca Krebs |
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Scopo: continuare i lavori di scavo nel nostro cantiere, subito dopo la strettoia che porta al salone. Riassunto: Decido di raggiungere Varese passando dal Gaggiolo e non come d'abitudine dalla Valganna. Risultato: per ben due volte sbaglio strada e arrivo in ritardo alla chiesa-osservatorio-astronave di ben DUE minuti. Entro nel piazzale, guardo in tutte le direzioni, NESSUNO. L'adunata di Fer sulla Locanda parlava di ritrovo alla chiesa o al parcheggio del Frassino, Sgomma!!! Al parcheggio, dei nostri neanche l'ombra, ma c'è Marco Venegoni che aspetta una truppa di una ventina di spelei del corso d'introduzione del Gruppo Speleologico CAI di Varallo. Infatti pochi istanti dopo compare una colonna di veicoli e in men che non si dica il posteggio è tutto pieno. Pippo mi chiama sul cellulare: è ancora alla chiesa, ma parte subito. Dalle macchine sciama una chiassosa compagnia, la goliardia regna sovrana, qualcuno latra: "Perchè il soldato ciccio non è ancora vestito !?!" E così via. Passa un ciclista telefonino in mano, sta immortalando l'orda. Arriva Pippo con Puppu, devono parcheggiare oltre il ponticello. Riusciamo a infilarci in grotta prima dell'alluvione umana e raggiungiamo in pochi minuti il nostro cantiere oltre la strettoia per il salone. Puppu scava, Pippo allarga e riempie la vaschetta da bagno, io tiro quest'ultima lungo la rampa, svuoto nei secchi e porto i detriti nella solita saletta dove li accumulo. Mi sto ancora chiedendo quanto avremmo resistito in tre a fare questo lavoraccio, quando sento Pippo dire che ha trovato una seconda galleria che scende questa volta in direzione Sud! Non riesce ancora a guardarci dentro, tuttavia sente rotolare i sassi lungo un pendio di un paio di metri. Bene, abbiamo trovato una buona motivazione per lavorare alacremente. Dopo la pausa pranzo ci scambiamo i ruoli e quindi tocca a me infilarmi nel cunicolo della mano bianca. L'imbocco è ora molto più agevole, dietro di me Puppu continua il lavoro di sbancamento, mentre Pippo smaltisce i detriti che gli arrivano in cima alla trincea. Finalmente riesco a gettare lo sguardo fino in fondo al nuovo vano: purtroppo chiude nuovamente dopo circa due metri e mezzo, ma questa volta il tappo è esente da terra. Sul soffitto si vede un piccolo camino (10 cm di diametro) da dove arriva probabilmente ogni tanto dell'acqua. Verosimilmente l'azione dilavante dello sporadico stillicidio ha asportato dai sedimenti la matrice fine. Quindi il tappo presenta una certa permeabilità all'acqua, oltre che all'aria, buon segno. A fine giornata contiamo circa trenta secchi di materiale asportato. Il pavimento del cantiere si è abbassato di circa 15 centimetri e lo sviluppo della grotta ha guadagnato altri due metri. Lo spazio vuoto trovato scende verso Sud con la consueta inclinazione degli strati. In quel settore la volta è davvero larga perchè non abbiamo ancora toccato le pareti laterali. Le condizioni di lavoro diventano però sempre più difficili, soprattutto perchè dobbiamo scavare in discesa. Prima o poi ci toccherà approfondire tutta la trincea d'accesso al cantiere. Sarà interessante analizzare le correnti d'aria quando la temperatura esterna scenderà stabilmente sotto i sei gradi. Purtroppo oggi l'aria stagna in tutta la grotta, ingresso compreso. Quando decidiamo di smettere vediamo arrivare dal salone la fila dei corsisti, guidata da Marco Venegoni. Hanno raggiunto il salone calandosi dall'alto con le corde per esercizio. La compagnia è ancora parecchio allegra; per un attimo sogno d'improvvisare una lezione pratica a sorpresa sul tema della disostruzione... Rinuncio. Uscendo passiamo a visitare il cantiere del GSCV, rimanendo stupefatti dalla quantità di detriti che sono riusciti a estrarre dall'ultima visita di agosto. Arrivati nella saletta terminale notiamo subito un nuovo passaggio semiostruito da blocchi parzialmente dislocati. Pietro vi si affaccia e vede al di là una condotta lunga almeno 3-4 metri, direzionata verso Est. Quanto al cunicolo che scende verso Sud, l'imbocco è ancora intasato da clasti. Uscendo dalla grotta troviamo l'ingresso parzialmente ostruito da tronchi: scherzo sicuramente indirizzato ai corsisti che ancora gironzolano allegramente all'interno. La grotta ci svela piano piano qualche suo segreto, ci concede pure dei piccoli e timidi incoraggiamenti, ma pretende dedizione, passione e fedeltà. E sia: la vizieremo. Luca |
Attrezzature usate: Quelle depositate in loco |
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Note:
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